Mercoledì 1 Novembre 2000 - Il Piccolo
Ieri mattina si è staccata dalla rampa della base di Baikonur, nel Kazakistan, la navetta Soyuz con i primi astronauti pronti ad allestire la Stazione internazionale
Il razzo bianco e arancione Soyuz Tm 31 si è staccato dalla piattaforma di lancio vomitando lingue di fiamme e colonne di vapore. Ha puntato diritto verso il cielo nebbioso portando in orbita un equipaggio di tre uomini. All’una e 53 minuti di ieri “Expedition One”, la missione della Stazione spaziale internazionale (Iss), ha preso il via dalla base russa di Baikonur.
A bordo della capsula ci sono tre astronauti di lunga esperienza: i russi Serghei Krikaliov, ingegnere di volo di 42 anni e Youri Guidzenko, il pilota trentottenne, affiancano l’americano William Sheperd, 51 anni, che è il comandante dell’equipe. “E’ un evento. La Russia, che ha inviato il primo uomo nello spazio, e gli Stati Uniti, che hanno mandato il primo uomo sulla Luna, hanno unito gli sforzi”, ha detto emozionato valeri Alaverdov, vice capo dell’Agenzia spaziale russa.
Quando sarà ultimata, non prima del 2005 e dopo una quarantina di missioni, la Stazione sarà lunga 109 metri, larga 87 e avrà un peso di 455 tonnellate. Allora gli operatori avranno a disposizione l’equivalente di un appartamento di 480 metri quadrati.
Fra i tre cosmonauti in volo da ieri verso la nuova Stazione orbitante internazionale, c’è Serghiei Krikaliov, veterano dello spazio, protagonista a cavallo tra il 1991 e il ’92 di una missione irripetibile. Partito da un Paese, l’Urss, ne trovò al ritorno e al termine di un’odissea uno nuovo: la Russia postcomunista. E’ stato anche il primo russo a volare su uno Shuttle americano.
Alla Stazione internazionale collaborano 16 paesi: Stati Uniti, Russia, Europa, Giappone e Canada. L’avventura è iniziata il 20 novembre 1998 con l’invio in orbita del primo modulo “Zaira”, alba, di fabbricazione russa: un cilindro lungo 14 metri, largo 4 e pesante 20 tonnellate. Un altro modulo è arrivato a destinazione il 7 dicembre 1998. Poi una lunga pausa dovuta alle difficoltà economiche dei russi. E la ripresa del montaggio il 26 luglio di quest’anno con l’aggancio di “Zvezda”, stella, l’ambiente dove gli astronauti lavoreranno, cucineranno e dormiranno. Nell’insieme oggi la Stazione pesa 60 tonnellate ed è lunga 48 metri.
Domenica 29 Aprile 2001 - Il Piccolo
La Soyuz porta in orbita il primo turista
Alla fine è partito. Lasciando a terra tutte le polemiche e involandosi verso le stelle, il miliardario californiano Dennis Tito, 61 anni, è entrato nel guinness dei primati, diventando il primo turista spaziale della storia. La navicella Soyuz, che lo traghetterà verso la meta della sua villeggiatura (la Stazione spaziale internazionale, Iss, in orbita intorno alla Terra) è partita ieri mattina dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan. Russi e americani si erano trovati a litigare sul caso Tito come ai tempi della guerra fredda. Troppo traffico nello spazio, lamentava la Nasa contro la volontà del suo stesso connazionale. Un turista a bordo della Stazione avrebbe inoltre rappresentato un problema di sicurezza per tutti gli altri, in un ambiente di per sé così precario come il cosmo.
Ma le casse esangui dell’Agenzia spaziale russa non potevano permettersi di guardare tanto per il sottile e in cambio di 44 miliardi di lire hanno trovato a bordo lo spazio anche per Tito.
Al miliardario non sono certo stati risparmiati i test attitudinali e i duri addestramenti che sfibrano anche astronauti più giovani di lui (900 ore in totale). Ma Tito, mostrando una tempra da vero lupo dello spazio, ha reagito benissimo perfino al momento più traumatico, quello del lancio.
Prima di partire, l’Agenzia spaziale russa aveva chiesto all’uomo di firmare una liberatoria in cui si esentano i responsabili della Soyuz da ogni responsabilità in caso di incidente. La Nasa ha domandato invece al miliardario di impegnarsi a rimborsare ogni eventuale danno che la Stazione spaziale subirà per causa sua. Accondiscendente Tito, pur di realizzare il suo sogno, ha detto di si in tutti e due i casi. E ora e lì, felice fra le stelle, in attesa che qualcun altro segua la sua scia.
Martedì 1 Maggio 2001 - Corriere della Sera
Tito nella stazione orbitale: spazio, ti amo
Il volo spaziale della Soyuz MT32 segna un importante successo per l’astronautica russa inaugurando il “cosmoturismo” e aprendo uno spiraglio a futuribili ipotesi di emigrazioni interplanetarie. Nonostante la ritrosia statunitense, è già pronto il secondo passeggero a pagamento: James Cameron, il regista di Titanic. Una manna per il magro bilancio dell’industria spaziale russa: 150 milioni di dollari, contro i 500 dell’epoca sovietica.
Lunedì 7 Maggio 2001 - Corriere della Sera
"Lo spazio? come essere in paradiso" Per il miliardario californiano questa è stata “la più grande emozione della vita: il paradiso, sono appena tornato dal paradiso. Pensavo di sentirmi male nello spazio, ma a parte qualche problema iniziale sono stato benissimo, non mi sono mai sentito così bene in vita mia!” E adesso? “E’ un mondo differente, una vita diversa, come se fosse una seconda vita!”.
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