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DA REDIPUGLIA AL MONTE SAN MICHELE (martedì pomeriggio)
Arrivo a
Redipuglia verso le ore 15.30. Questo itinerario da la
possibilità di raggiungere alcuni campi di battaglia che si
snodano sul territorio che va dal Sacrario di Redipuglia al Monte San
Michele con la visita dei due grandi cimiteri a Redipuglia
(l’attuale Parco della Rimembranza e la grande scalinata di Quota
89) e ai due musei della Prima Guerra Mondiale, sempre a Redipuglia e
sul Monte San Michele. Al termine dell’itinerario sosta in una
cantina per una degustazione di vini locali.
DOLINA DEI 500 E MONTE SEI BUSI (mercoledì pomeriggio)
Arrivo a Redipuglia verso le
ore 15.30. L’itinerario prevede un’escursione direttamente
sui campi di battaglia del Monte Sei Busi. E’ possibile scendere
all’interno della Dolina dei 500 percorrendo uno dei tanti
camminamenti utilizzati dai soldati durante il periodo bellico. La
dolina infatti, passata agli italiani fra luglio e agosto 1915, viene
gradualmente trasformata fino a diventare un efficiente punto di
sostegno avanzato per la prima linea italiana che correva a ridosso
della Dolina Contrastata nelle vicinanze del cippo altimetrico del
Monte Sei Busi. Dopo aver ultimato il giro, sosta per un buon bicchiere
in una azienda vinicola del Carso.
SUL MONTE SABOTINO (giovedì pomeriggio)
Arrivo verso le ore 15.30 a
Gorizia e passaggio del confine per entrare in Slovenia. A poca
distanza si erge il Monte Sabotino dove sono visibili le famose
gallerie costruite dai vari reparti, prima austriaci e poi italiani a
seguito dell’occupazione del monte il 6 agosto 1916. Fra queste
segnaliamo la “Caverna del 3° Genio, 310°
Compagnia” formata da 8 bocche di cannone posizionate in linea,
la “Caverna Armata” formata da un sistema di gallerie
costruite su più piani e la “Caverna Comando” del
Generale Badoglio.
Concluse le visite, sosta in un locale del luogo per un assaggio di vini.
SULLE CIME INTORNO A CAPORETTO (venerdì – intera giornata)
Arrivo verso le ore 10.30 a
Caporetto città tristemente nota per la “Disfatta”.
Da alcuni anni è sede di un museo cittadino all’interno
del quale si trovano moltissime documentazioni fotografiche e
cartografiche che illustrano e spiegano le ore concitanti della
disfatta. Nella città inoltre si trova il Santuario di
Sant’Antonio, uno dei più importanti sacrari militari
della Grande Guerra, che raccoglie le salme di 7014 caduti italiani.
Vengono proposte due escursioni: una sulla catena del Kolovrat e
l’altra sulla linea italiana costruita sopra le malghe di za
Plecam e za Kraju, al fine di capire come i soldati vivevano,
adattandosi alle diverse situazioni ambientali. Nel viaggio di ritorno,
sosta in una cantina della zona per una degustazione di vini.
SORVOLO CON AEREO DA TURISMO DELLA VALLE DEL FIUME
ISONZO E DEI LUOGHI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE (martedì pomeriggio)
Ritrovo all’aeroporto
di Ronchi dei Legionari per il decollo con un velivolo da turismo.
Sorvolo della valle del fiume Isonzo, ricca di storia e tristemente
famosa quale teatro delle aspre e cruente battaglie della Prima Guerra
Mondiale. Dall’alto si potranno osservare il ponte ferroviario di
Salcano con una delle più grandi arcate in pietra esistenti; i
Monti Calvario e Podgora sui quali s’immolarono migliaia di
soldati italiani, austriaci ed ungheresi nelle battaglie per la presa
di Gorizia negli anni 1915 e 1916; il Monte Sabotino e il Monte Santo
sulla cui sommità sorge un antico santuario; l’altopiano
della Bainsizza; la stretta valle di Cepovano e la splendida foresta
del Tornovo. Alle spalle del Monte Sabotino si sviluppa la zona del
Collio sloveno che, con quello italiano, forma un unico, meraviglioso,
suggestivo intarsio di vigneti e frutteti. Lo sguardo dall’alto
segue il fiume Isonzo lungo la stretta valle fra i paesi di Plave e
Kanal, teatri di duri scontri nell’undicesima battaglia. La
vallata si allarga nella piana di Tolmino, testa di ponte delle truppe
austro-ungariche. Da qui partì l’offensiva della
dodicesima battaglia, nell’ottobre del 1917, il più grande
combattimento di montagna, che portò alla Disfatta di Caporetto
con lo sfondamento del fronte italiano ed il ripiegamento al Piave.
Lungo la sponda destra dell’Isonzo si elevano i Monti Kolovrat,
Kuk, Matajur, cime che videro nell’ottobre 1917 la fulminea
avanzata delle truppe comandate dall’allora tenente Rommel. Siamo
alle soglie del parco del Triglav annunciato dalla splendida cima del
Monte Krn (Nero): uno spettacolo davvero maestoso, pieno di fascino e
tristi ricordi.
Atterraggio all’aeroporto di Ronchi dei Legionari e rientro alla località di origine.
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